Il Sonno e i Disturbi del Sonno

Il sonno nei neonati e nei bambini è una componente fondamentale per la crescita, lo sviluppo cerebrale e il benessere generale.

Nei primi mesi di vita, il ritmo sonno-veglia è immaturo e fortemente legato ai bisogni fisiologici, in particolare alla fame: i neonati dormono anche 16-18 ore al giorno, ma in cicli brevi e distribuiti nelle 24 ore, spesso con risvegli frequenti. Con il tempo, il sonno si struttura gradualmente e verso i 6 mesi molti bambini iniziano a dormire per periodi più lunghi di notte, pur mantenendo ancora 1-2 risvegli. Dai 12 mesi in poi, la maggior parte dei bambini ha bisogno di 11-14 ore di sonno al giorno, suddivise tra la notte e uno o due sonnellini diurni.

Il sonno non è solo una questione di quantità, ma anche di qualità: routine regolari, un ambiente tranquillo e l’assenza di stimoli eccessivi prima di dormire favoriscono un sonno più sereno. Ogni bambino ha i propri tempi e le proprie esigenze, ma instaurare buone abitudini fin dai primi mesi è importante per favorire l’autonomia e prevenire disturbi del sonno persistenti.

​I principali problemi del sonno nei neonati possono manifestarsi in diverse forme, influenzando sia la qualità del riposo del bambino che il benessere generale della famiglia. Ecco una panoramica delle problematiche più comuni:​

  • Difficoltà di addormentamento: Alcuni neonati faticano ad addormentarsi, richiedendo tempi prolungati e l’intervento dei genitori per calmarsi. Questo può essere legato a una routine serale inconsistente o a un ambiente non adeguatamente predisposto al sonno.
  • Risvegli notturni frequenti: È normale che i neonati si sveglino durante la notte, ma risvegli eccessivamente frequenti possono indicare disagi come fame, pannolino bagnato, reflusso gastroesofageo o altri disturbi fisici. ​
  • Sonno agitato: Movimenti frequenti, lamenti o pianti durante il sonno possono derivare da disturbi respiratori, infezioni, problemi metabolici o neurologici.
  • Disturbi respiratori del sonno: Condizioni come le apnee ostruttive possono interrompere il sonno del neonato, causando risvegli improvvisi e una qualità del riposo compromessa.
  • Parasonnie: Eventi come risvegli confusionali o terrori notturni, sebbene più comuni in età prescolare, possono occasionalmente manifestarsi anche nei neonati, disturbando il loro sonno.
  • Regressioni del sonno: Fasi transitorie in cui un neonato che dormiva bene inizia a svegliarsi più frequentemente, spesso correlate a tappe di sviluppo o cambiamenti nella routine. ​
  • Influenze ambientali e familiari: Fattori come malattie in famiglia, conflitti tra i genitori o l’assenza prolungata della madre possono influenzare negativamente il sonno del neonato. ​

È fondamentale identificare le cause sottostanti a questi disturbi per intervenire in modo appropriato, garantendo al neonato un ambiente sicuro e favorevole al riposo.

Cosa fare se il mio neonato non dorme

  • Creare una routine serale rilassante: bagnetto, luci soffuse, coccole e voce calma aiutano il bambino a distinguere il giorno dalla notte e a rilassarsi prima della nanna.
  • Mettere il neonato a letto assonnato, ma sveglio: questo lo aiuta a imparare ad addormentarsi da solo, senza dipendere esclusivamente dal contatto o dal movimento.
  • Stabilire orari regolari per i pasti e il sonno: anche se il neonato non segue orari rigidi, una certa ritmicità aiuta a regolare il ciclo sonno-veglia.
  • Favorire l’esposizione alla luce naturale di giorno: la luce aiuta a regolare l’orologio biologico e a consolidare la differenza tra giorno e notte.
  • Controllare che non abbia fame, freddo o pannolino sporco: i bisogni fisici non soddisfatti sono una delle cause più comuni di risvegli notturni.
  • Evitare stimoli eccessivi prima di dormire: schermi, giochi rumorosi, luci intense o agitazione familiare possono rendere più difficile il rilassamento.
  • Favorire il contatto fisico e la rassicurazione: i neonati hanno bisogno di sentirsi protetti: contenimento, abbracci, voce familiare e odore della mamma aiutano a calmarsi.
  • Dormire nella stessa stanza ma in lettino separato: raccomandato nei primi 6-12 mesi per ridurre il rischio di SIDS e facilitare le poppate notturne.
  • Essere pazienti e flessibili: il sonno nei primi mesi è molto variabile: accettare che i risvegli siano fisiologici riduce l’ansia e migliora la gestione.
  • Chiedere supporto se la fatica diventa eccessiva: in caso di grave deprivazione di sonno o difficoltà persistenti, è importante chiedere aiuto al Pediatra  o a un professionista esperto nel sonno infantile.

Con il tempo e con un ambiente coerente, la maggior parte dei neonati sviluppa gradualmente un ritmo più stabile e dorme per periodi più lunghi.

Buone norme per una “nanna sicura”

Una lista di consigli per una nanna sicura, fondamentali per ridurre il rischio di SIDS (sindrome della morte improvvisa del lattante) e per garantire un sonno tranquillo e protetto al neonato:

  • Non far dormire il neonato nel lettone con i genitori: la condivisione del letto aumenta il rischio di soffocamento e SIDS, soprattutto nei primi mesi. Il bambino deve dormire nella stessa stanza, ma in un lettino separato.
  • Farlo dormire sempre a pancia in su (supino): è la posizione più sicura per prevenire la SIDS. Evitare il fianco o la pancia, anche se il bambino sembra gradirli.
  • Usare un materasso rigido e adatto: il materasso deve essere ben aderente al lettino e non troppo morbido. Niente cuscini, paracolpi imbottiti, materassini memory o inclinati.
  • Non mettere peluche, cuscini, copertoni ingombranti o giochi nel lettino: tutto ciò che può ostruire le vie aeree va evitato. Il lettino deve essere libero e minimalista.
  • Utilizzare un sacco nanna al posto delle coperte: le coperte possono coprire involontariamente il volto del neonato. Il sacco nanna tiene caldo in sicurezza senza rischio di soffocamento.
  • Evitare il fumo in gravidanza e nell’ambiente del bambino: il fumo passivo è un importante fattore di rischio per la SIDS. La casa e chi si prende cura del bambino devono essere 100% smoke-free.
  • Evitare surriscaldamento e abbigliamento eccessivo: il neonato non deve sudare né essere troppo coperto. La temperatura ideale della stanza è tra 18 e 20°C.
  • Far dormire il neonato vicino alla mamma, ma non nel suo letto: dormire nella stessa stanza per almeno i primi 6 mesi (meglio fino a 12) aiuta a ridurre il rischio di morte improvvisa e favorisce l’allattamento.
  • Offrire il ciuccio durante il sonno (se allattamento ben avviato): il ciuccio può ridurre il rischio di SIDS. Se il bambino lo rifiuta, non forzarlo.

Cosa fare se il mio bambino non dorme

Ecco una lista di suggerimenti pratici per i bambini più grandi (dai 2-3 anni in su) che hanno difficoltà ad addormentarsi o si svegliano frequentemente durante la notte:

  • Stabilisci una routine serale regolare: i bambini hanno bisogno di prevedibilità; cena, bagno, lettura e nanna sempre nello stesso ordine e orario favoriscono il rilassamento.
  • Evita schermi almeno un’ora prima di dormire: tablet, TV e cellulari stimolano il cervello e inibiscono la produzione di melatonina, rendendo più difficile addormentarsi.
  • Riduci stimoli e attività agitanti prima di andare a letto: giochi vivaci o conflitti familiari serali possono rendere il bambino irrequieto. Meglio passare a giochi calmi, luci soffuse e voce bassa.
  • Crea un ambiente di sonno accogliente e rassicurante: la stanza dovrebbe essere silenziosa, buia o con luce soffusa, e a temperatura stabile (18–20°C). Un oggetto transizionale (peluche, copertina) può aiutare.
  • Evita cibi eccitanti a cena o a merenda: no a cioccolato, zuccheri, tè, cola o snack salati nelle ore serali. Favorisci cibi leggeri, caldi e facilmente digeribili.
  • Mantieni regolarità anche nei risvegli: se il bambino si sveglia, rassicuralo con tranquillità ma senza accendere luci forti o stimolarlo troppo. Offri presenza, non gioco.
  • Evita di creare “abitudini rigide” per addormentarsi: se per dormire ha sempre bisogno della presenza di un genitore o di condizioni particolari (ad es. essere cullato), può avere difficoltà a riaddormentarsi da solo durante la notte.
  • Incoraggia l’autonomia al momento della nanna: lascialo provare ad addormentarsi da solo, anche con piccoli passi. Può aiutare leggere una storia breve, dare un bacio, spegnere la luce e uscire piano dalla stanza.
  • Evita punizioni o pressioni legate al sonno: la nanna non deve diventare un campo di battaglia. Evita minacce, castighi o tono ansioso: il sonno deve essere associato a sicurezza e tranquillità.
  • Fai attenzione alle paure notturne: dai 2-3 anni in poi possono emergere paure del buio, mostri, fantasmi. Ascolta il bambino, validane le emozioni e offri rassicurazione, ma senza alimentare le fantasie.
  • Consulta il Pediatra se i problemi persistono: se il sonno disturbato è costante, se c’è sonnolenza diurna, agitazione notturna intensa o regressioni importanti, può essere utile parlarne con il pediatra o uno specialista del sonno infantile.