La crescita è uno dei principali indicatori di salute nel bambino e rappresenta un processo complesso, regolato da fattori genetici, ormonali, nutrizionali e ambientali. Ogni bambino ha un proprio ritmo di crescita, ma esistono curve di riferimento (percentili) che permettono al pediatra di monitorare l’andamento nel tempo e identificare eventuali deviazioni dalla norma.
La crescita non è lineare: nei primi 12 mesi è molto rapida, poi rallenta nel secondo anno e procede più stabilmente fino al picco puberale. Si valutano principalmente tre parametri: peso, altezza e circonferenza cranica, confrontati con l’età e il sesso. È normale che ci siano variazioni individuali, ma un arresto o un rallentamento persistente della crescita, un salto brusco tra i percentili o una discrepanza tra peso e altezza richiedono approfondimenti. Una buona crescita dipende da un’alimentazione equilibrata, da un sonno adeguato, dall’attività fisica e da un contesto emotivo sereno.
I controlli regolari dal pediatra permettono di intercettare precocemente eventuali problemi, come disturbi ormonali, carenze nutrizionali, malattie croniche o condizioni genetiche.
Quando è necessaria una valutazione della crescita
Alcuni dei principali segnali di allarme per cui è opportuno far visitare un bambino in caso di scarsa crescita:
- Calcolo della crescita inferiore al 3° percentile per altezza o peso nelle curve di riferimento, o una deviazione importante rispetto alla curva precedente
- Perdita di peso non giustificata o mancato recupero dopo un’infezione, un evento stressante o una dieta restrittiva
- Crescita staturale rallentata: il bambino cresce meno di 4 cm/anno dopo i 2 anni
- Discrepanza significativa tra peso e altezza, ad esempio un peso molto basso rispetto all’altezza (possibile carenza nutrizionale)
- Riduzione della velocità di crescita rispetto agli anni precedenti (es. rallentamento dell’altezza che prima era regolare)
- Cambiamento di percentile: il bambino scende di più di un canale percentilico in altezza o peso
- Segni associati: stanchezza, pallore, scarso appetito, dolori addominali ricorrenti, diarrea, vomito, ritardo dello sviluppo puberale
- Storia familiare di disturbi della crescita, malattie endocrine o metaboliche
- Bambino piccolo per l’età gestazionale (SGA) che non recupera adeguatamente peso e statura entro i primi 2-3 anni
- Assenza di crescita puberale: mancanza di segni di sviluppo dopo gli 8 anni nelle femmine e i 9 nei maschi
- Bambino molto più basso rispetto ai coetanei, soprattutto se accompagnato da tratti dismorfici, sproporzioni corporee o ritardo globale di sviluppo
Perché non prende peso?
Quando un bambino sotto l’anno di età non prende peso come previsto, è naturale che i genitori si preoccupino. Tuttavia, è importante sapere che la crescita non avviene in modo perfettamente lineare, e piccole fluttuazioni possono essere fisiologiche. In altri casi, invece, è utile valutare più attentamente le possibili cause.
I motivi possono essere molteplici: alimentazione insufficiente (per esempio allattamento non efficace o introduzione tardiva/inadeguata dei cibi solidi), rigurgiti frequenti o reflusso gastroesofageo, intolleranze o allergie alimentari (come al latte vaccino o alle proteine del latte), o ancora infezioni ripetute, che aumentano il fabbisogno energetico. In alcuni casi, il mancato incremento ponderale può essere il primo segnale di patologie croniche (intestinali, metaboliche, endocrine o genetiche).
È importante osservare non solo il peso, ma anche lo stato generale del bambino: se è attivo, cresce in lunghezza, interagisce, e raggiunge le tappe di sviluppo, potrebbe semplicemente avere una crescita più lenta ma armoniosa. In caso di dubbi, il pediatra può valutare con misurazioni accurate, l’analisi dell’alimentazione e, se necessario, approfondimenti diagnostici per escludere eventuali problemi.
Quando è necessaria una valutazione dello sviluppo puberale
La valutazione dell’avanzamento puberale è una parte fondamentale del monitoraggio della crescita e dello sviluppo in età pediatrica e preadolescenziale.
La pubertà può iniziare in un’ampia finestra temporale fisiologica: tra gli 8 e i 13 anni nelle femmine e tra i 9 e i 14 anni nei maschi. È importante effettuare una valutazione se i primi segni puberali compaiono troppo precocemente (es. sviluppo del seno prima degli 8 anni, comparsa di peli pubici o crescita rapida in altezza precoce) oppure se ritardano oltre i limiti previsti (assenza di sviluppo del seno dopo i 13 anni nelle femmine o di aumento del volume testicolare dopo i 14 anni nei maschi). Anche quando la pubertà inizia regolarmente, è utile monitorare il ritmo di progressione: se i cambiamenti si arrestano o procedono troppo rapidamente, può essere indicato approfondire.
Una valutazione tempestiva consente di identificare condizioni endocrine, metaboliche o genetiche sottostanti e, se necessario, intervenire per proteggere la crescita, lo sviluppo osseo e il benessere psicologico del ragazzo o della ragazza.