La prematuranza si riferisce alla nascita di un bambino prima del termine completo della gravidanza, ovvero prima della 37ª settimana gestazionale.
I bambini pretermine, in particolare quelli nati molto o estremamente prematuri, possono avere uno sviluppo più delicato e variabile rispetto ai coetanei nati a termine.
Per questo motivo è fondamentale seguire con attenzione la loro crescita e il loro sviluppo attraverso visite pediatriche regolari, bilanci di salute e controlli specialistici mirati, che permettano di intercettare precocemente eventuali difficoltà e di offrire il supporto necessario.
Le esigenze nutrizionali, neurologiche, respiratorie e comportamentali possono differire sensibilmente rispetto ai nati a termine, ed è essenziale che il percorso assistenziale sia personalizzato e condiviso tra famiglia, pediatra e specialisti.
Le patologie più comuni del pretermine
Dopo la dimissione, i bambini nati pretermine possono presentare una maggiore vulnerabilità a una serie di problematiche, soprattutto nei primi anni di vita.
Tra le più comuni:
- Disturbi respiratori (come displasia broncopolmonare o bronchioliti ricorrenti)
- Difficoltà di alimentazione e crescita (scarsa suzione, reflusso gastroesofageo, difficoltà di digestione)
- Ritardi nello sviluppo neuropsicomotorio
- Disturbi visivi (come retinopatia del prematuro)
- Problemi uditivi
- Maggior rischio di infezioni
- Irritabilità, disturbi del sonno e difficoltà nella regolazione emotiva
- Disturbi cognitivi o di apprendimento in età scolare
Queste condizioni non colpiscono tutti i bambini prematuri e spesso si risolvono nel tempo, ma richiedono un follow-up pediatrico mirato e multidisciplinare, per garantire uno sviluppo il più possibile sereno e completo.