I bilanci di salute pediatrici sono visite pediatriche programmate che accompagnano il bambino dalla nascita fino all’adolescenza ed età adulta. Hanno l’obiettivo di monitorare nel tempo la crescita fisica, lo sviluppo psicomotorio, il benessere generale e il contesto familiare, intervenendo tempestivamente in caso di criticità. Durante questi appuntamenti, il pediatra valuta parametri come peso, altezza, circonferenza cranica, alimentazione, qualità del sonno, tappe dello sviluppo motorio e linguistico, comportamento, relazioni affettive, e aggiorna il calendario vaccinale e degli screening.
I bilanci rappresentano anche un fondamentale momento di ascolto e confronto con i genitori, a cui vengono fornite informazioni utili e rassicurazioni sulle fasi evolutive del bambino, oltre a consigli pratici di prevenzione.
Il primo bilancio di salute, attorno alle due settimane di vita, è considerato il più importante: consente di verificare il corretto adattamento del neonato alla vita extrauterina, di valutare l’alimentazione (allattamento, crescita ponderale), di controllare l’ittero fisiologico e altri segni precoci, e di intercettare eventuali segnali d’allarme in fase molto precoce. È anche un’occasione fondamentale per costruire una relazione di fiducia tra pediatra e famiglia e per fornire un primo orientamento educativo ai neogenitori.
Dopo questa prima visita, sono previsti bilanci di salute con cadenza grossolanamente mensile fino ai 6 mesi di vita, periodo in cui lo sviluppo è molto rapido e possono emergere segni precoci di problemi neuromotori, visivi, uditivi o nutrizionali. In questi mesi vengono eseguiti anche screening mirati, come il controllo del riflesso rosso, utile per identificare precocemente patologie oculari come la cataratta congenita. Dal sesto mese al primo anno di vita la frequenza diventa bimestrale, con bilanci generalmente programmati intorno agli 8, 10 e 12 mesi. In questa fase, oltre al monitoraggio della crescita e delle competenze emergenti, si esegue ad esempio il Test di Boel, che valuta la capacità di orientamento uditivo e visivo, fornendo indizi sullo sviluppo neurosensoriale.
In questo semestre vengono monitorate soprattutto le tappe neuroevolutive del bambino (acquisizione della stazione seduta, delle abilità di prensione….) Nel secondo anno di vita, che è caratterizzato da importanti cambiamenti cognitivi, motori e linguistici, sono previste in media 3-4 visite di controllo (ad esempio a 15, 18, 24 e talvolta 30 mesi), utili per monitorare l’evoluzione del linguaggio, l’autonomia, la socializzazione e per identificare precocemente eventuali disturbi del neurosviluppo. Successivamente, durante la fascia prescolare (dai 3 ai 6 anni), i bilanci diventano semestrali: questa fase è importante per osservare la maturazione delle funzioni superiori, il comportamento, la relazione con i coetanei e l’adattamento ai primi ambienti educativi. In questa fase si eseguono, tra gli altri, controlli della vista e dell’udito, e valutazioni dello sviluppo del linguaggio. In questo periodo sono fondamentali i consigli per la corretta acquisizione di corretti comportamenti alimentari e adeguata contestualizzazione sociale.
In età scolare e adolescenziale, i controlli diventano annuali, con un focus sempre maggiore su aspetti psicologici, scolastici, comportamentali e relazionali, oltre che sulla promozione di stili di vita sani. Si introducono screening per obesità infantile, disturbi posturali, ipertensione, pubertà precoce o ritardata e problematiche psicosociali.